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Cavi energia e trasmissione dati: chiarimenti sull’impiego di cavi non CPR

È ormai noto che i cavi di energia, comando e comunicazioni conformi alla norma tecnica EN 50575 e immessi sul mercato dal 1° luglio 2017 devono essere marcati CE e muniti di DoP (Dichiarazione di prestazione)  ai sensi del Regolamento Prodotti da costruzione UE 305/2011, cosiddetto CPR, se destinati al mercato europeo e impiegati per essere incorporati permanentemente negli edifici e nelle opere di ingegneria civile.

Tutto questo per effetto dell’avvenuta pubblicazione tra le norme armonizzate per il Regolamento CPR della norma tecnica EN 50575 “Cavi di energia, comando e comunicazioni. Cavi per applicazioni generali nei lavori di costruzione soggetti a prescrizioni di reazione al fuoco” che ha terminato il periodo di coesistenza proprio lo scorso 1° luglio 2017.

Nel frattempo è entrato in vigore l’8 agosto scorso anche il  Decreto Legislativo 16 giugno 2017 n. 106 “Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 305/2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE”, che è stato proposto e fortemente voluto dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici e dal Ministero delle Infrastrutture in stretta collaborazione con il Mise e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco e il Ministero della Giustizia allo scopo di garantire una maggiore qualità e sicurezza delle opere e delle infrastrutture, sia pubbliche che private.

Tra le novità del decreto, particolarmente significativa è stata l’introduzione nel quadro legislativo nazionale di sanzioni amministrative e penali per tutti i soggetti della filiera elettrica.

L’art. 20, in particolare, sanziona il costruttore, il direttore dei lavori, il direttore dell’esecuzione e il collaudatore che, nell’ambito delle specifiche competenze, utilizzi prodotti non conformi al Regolamento CPR nonché il progettista dell’opera che prescrive prodotti non conformi.

A riguardo la posizione espressa dal Coordinatore del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, intervenuto recentemente ad un convegno, è stata che se un prodotto è stato legalmente immesso sul mercato prima della fine del periodo di coesistenza della norma armonizzata, quel prodotto rimane legalmente immesso sul mercato ed è quindi conforme al Regolamento CPR e al DLgs 106/2017.

Questo vorrebbe dire che i cavi rientranti nell’ambito di applicazione della norma EN 50575 e non corredati da marcatura CE e DoP ai sensi del Regolamento CPR, perché immessi sul mercato e commercializzati legalmente prima del 1 luglio 2017, potrebbero continuare ad essere impiegati, senza limiti temporali, in modo permanente nelle opere da costruzione.

Questa linea interpretativa, che coincide con quella resa dalla nostra Associazione all’indomani dell’entrata in vigore della norma e sulla quale siamo in attesa di un riscontro formale da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, consentirebbe l’utilizzo di eventuali scorte di magazzino così come il regolare collaudo e la certificazione delle opere e degli impianti che impiegano cavi non marcati CPR che siano stati immessi sul mercato prima del 1 luglio 2017.

A questo argomento sarà dedicato l’incontro del prossimo martedì 19 settembre – dalle ore 14.30 alle ore 16.30 –  presso gli uffici ASSISTAL di Milano – viale F. Restelli, 3 – che fa seguito alla prima tappa di Roma dello scorso 27 luglio.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione al seguente

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