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Disabili: aziende da 15 a 35 dipendenti assunzioni obbligatorie dal 1° gennaio 2018 scatta l’obbligo

 

Facciamo riferimento alle precedenti notizie  in tema di obblighi inerenti il collocamento delle persone con disabilità per segnalare che, dal 1° gennaio 2018, le aziende che presentano al livello nazionale una base di computo utile ai fini degli obblighi della legge n. 68/1999 compresa tra 15 e 35 lavoratori (intesi come base di computo utile ai sensi dell’art. 4 della legge n. 68/1999) sono tenute ad assumere una persona con disabilità (tale è la misura dell’obbligo previsto dall’art. 3, comma 1, lett. c) della legge n. 68/1999).

Di particolare importanza è la corretta individuazione della base di computo all’interno dell’intero complesso aziendale secondo le esclusioni indicate nell’art. 4 e tenuto conto anche dall’attività esercitata (i cui riferimenti sono indicati sia nell’art. 3 che nell’art. 5 della legge n. 68/1999).

Una volta determinata correttamente la base di computo e l’insorgenza del conseguente obbligo di assunzione, scatta l’obbligo di richiedere l’avviamento agli uffici competenti della Provincia entro 60 giorni, termine decorrente dal primo gennaio.

Allo stesso modo, a decorrere dal 1 gennaio 2018, le imprese che, in corso d’anno, presenteranno una base di computo utile ai fini dell’obbligo (ad esempio, per effetto della modifica della composizione della forza lavoro e conseguentemente della base di computo), saranno tenute, sempre entro 60 giorni dal verificarsi di quella modifica, ad effettuare l’assunzione della persona con disabilità.

Trascorso tale termine senza aver adempiuto all’obbligo di assunzione, il datore di lavoro incorre nella sanzione amministrativa pari a 153,20 euro per ogni giorno in cui risulti scoperta la quota d’obbligo.

Ricordiamo, che l’assunzione è ormai nominativa, se la relativa richiesta di avviamento viene presentata nei termini di legge.

Ricordiamo, inoltre, che si applicano tutte le disposizioni della legge n. 68/1999 in tema di benefici economici (anche con riferimento al finanziamento degli accomodamenti ragionevoli o di casi di particolare gravità) e di opportunità alternative alla assunzione (ad esempio, la stipula di convenzioni con le Provincie e le Regioni per gestire eventuali necessità formative).

Evidenziamo, da ultimo, che la  mancata richiesta di avviamento nei termini di legge comporta, oltre le sanzioni economiche di legge sopra ricordate,  impedisce la certificazione dell’ottemperanza agli obblighi necessaria per la partecipazione agli appalti pubblici.

Riportiamo in allegato la circolare del Ministero del lavoro e dell’ANPAL del 23 gennaio 2017 che illustrava le disposizioni in commento (non tenendo conto del rinvio al 1 gennaio 2018 dell’entrata in vigore della norma disposto dal DL 244/2016 e convertito in legge n. 19/2017).

Ci riserviamo di fornire ulteriori indicazioni in caso di interventi del Ministero del lavoro e dell’ANPAL.

 Nota direttoriale 23gennaio 2017 prot. 41 454

 

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