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Il Ministero dell’Ambiente pubblica il catalogo dei sussidi dannosi per l’ambiente

Su incarico del Parlamento il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha predisposto un Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD) e dei sussidi ambientalmente favorevoli (SAF) che verrà aggiornato entro il 30 giugno di ogni anno.

Il Catalogo considera la definizione estesa di “sussidio” fornita dall’OCSE (2006): “Un sussidio è una misura che mantiene i prezzi per i consumatori al di sotto dei livelli di mercato, o mantiene i prezzi per i produttori al di sopra dei livelli di mercato o che riduce i costi per i produttori e i consumatori, tramite sostegno diretto o indiretto.”

A livello di classificazione, invece, i sussidi sono suddivisi in sussidi diretti e spese fiscali (sussidi indiretti).

I sussidi diretti sono i c.d. trasferimenti on-budget. Essi si suddividono in trasferimenti diretti alle imprese o alle famiglie sotto forma di rimborso dei costi o trasferimenti diretti.

Le spese fiscali coprono, invece, i c.d. trasferimenti off-budget, quali esenzioni e agevolazioni (e.g. detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta), sostegno dato da meccanismi di regolamentazione (e.g. feed-in-tariff), accesso preferenziale a un determinato mercato (e.g. riduzione della richiesta di garanzie da parte dello Stato per “appalti verdi”).

Interessanti le appendici D da cui si evince che il totale impegno economico per i sussidi diretti al fotovoltaico (Conto energia) è stato di 6.297 mln €/a, per i sussidi diretti alle fer elettriche diverse dal fotovoltaico (Certificati Verdi, Tariffa Onnicomprensiva, CIP/6, Impianti entrati in esercizio ai sensi del D.M. 6 luglio 2012 (Aste e Registri), Impianti entrati in esercizio ai sensi del D.M. 6 luglio 2012, CSP) l’impegno economico è stato di 5.761 mln €/a mentre per i sussidi diretti alle fer termiche e all’efficienza energetica (Certificati Bianchi, Conto Termico, Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica) risulta un Totale Impegno Economico di 88,56 mln €/a (Fonte: Rapporto Attività 2015 e Bilancio Consolidato e d’Esercizio 2015 – GSE).

In tema di Energia, la tabella riporta una sintesi dei principali sussidi esaminati:

Norma di riferimento

Descrizione Tipo di sussidio Note

Effetto finanziario 2016 (mln €)

Tabella A, punto 15 TUA Riduzione dell’accisa sul GPL utilizzato negli impianti centralizzati per usi industriali, al 10% dell’aliquota normale sul GPL SAD La riduzione dell’accisa sul GPL per uso industriale favorisce l’utilizzo del GPL, combustibile più pulito del carbone o dell’olio combustibile (fonte: Atlantic Consulting, 2009), ma con emissioni in atmosfera maggiori rispetto al gas naturale (in particolare per le emissioni di CO2 nel ciclo di vita – cosiddetto carbon footprint, fonte Eucar, JRC, Concawe 2007). Negli impianti industriali scollegati dalla rete gas, l’agevolazione del GPL non favorisce la diffusione del biogas (bilancio nullo delle emissioni di CO2), del GNC (Gas Naturale Compresso) e del GNL (Gas naturale liquefatto), combustibili più puliti del GPL. 11,66
Art. 4 della legge 418 del 2001 e Art. 2, comma 11 della legge n. 203/08 Riduzione del 40% dell’aliquota normale di accisa sul gas naturale impiegato per usi industriali (0,012498 euro per metro cubo in base all’Allegato 1 al TUA), termoelettrici esclusi, da soggetti che registrano consumi superiori a 1.200.000 mc annui. SAD Non sussistono evidenze di minori emissioni o altri effetti ambientali negativi associate all’utilizzo intensivo del gas naturale per usi industriali, rispetto a un utilizzo meno intensivo. L’agevolazione riduce lo stimolo all’efficienza energetica ed emissiva basato sul meccanismo di prezzo proprio nell’ambito dei soggetti che registrano i maggiori consumi in valore assoluto. Essa pone un grosso problema di equità nell’applicazione del principio chi inquina paga. 58,11
Tabella A, punto 11, TUA Produzione, diretta o indiretta, di energia elettrica con impianti obbligati alla denuncia prevista dalle disposizioni che disciplinano l’imposta di consumo sull’energia elettrica. Aliquote ridotte per:

– Gas naturale; gas di petrolio liquefatti; gasolio; olio combustibile e prodotti energetici greggi, naturali; carbone, lignite e coke (codici NC 2701,2702 e 2704).

– Autoproduzione di energia elettrica.

– Produzione combinata di energia elettrica e calore.

SAD Alla produzione di energia elettrica da fonti fossili sono associate rilevanti emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici. È disponibile un’ampia letteratura sui danni sanitari e ambientali causati dalla produzione di energia elettrica utilizzando il carbone, la lignite, l’olio combustibile, il gasolio e -seppur con danni ambientali e sanitari inferiori- anche utilizzando il GPL e il gas naturale. Principali fonti: ExternE (1997a,1998a, 1998b, 1998c, 2005); CASES (2008a; 2008b), NEEDS (2008); EXIOPOL (2010), EEA (2011a, 2014a), Ecofys (2014). Gli impianti di cogenerazione consentono una maggior efficienza termica nell’uso dei combustibili fossili, ma producono comunque rilevanti emissioni di CO2 e di altri inquinanti: le agevolazioni fiscali producono un effetto competitivo “a forbice” che va a scapito non solo degli impianti termoelettrici meno efficienti ma anche degli impianti a fonti rinnovabili privi di emissioni in atmosfera. La stima dell’entità del sussidio si basa sulle aliquote ridotte riconosciute all’uso dei combustibili fossili per la produzione di elettricità rispetto alle aliquote di riferimento dell’Allegato I del TUA. E’ una stima di minima che per il momento non tiene conto delle ulteriori agevolazioni riconosciute all’autoproduzione e alla cogenerazione. 365,60
Artt.20- 23 del DLgs 13 marzo 2013 n. 30, “Attuazione della direttiva 2009/29/CE, che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per

lo scambio di quote di emissione di gas ad effetto serra”, Decisione della Commissione del 27 aprile 2011 n. 2011/278/UE, Decisione della Commissione del 5 settembre 2013 n. 2013/448/UE.

Rilascio delle quote assegnate a titolo gratuito SAD L’assegnazione di quote di emissione a titolo gratuito costituisce una forma di sussidio a beneficio degli impianti assogettati all’ETS, che è dannosa per la lotta contro il cambiamento climatico e in contrasto con gli obiettivi di riduzione delle emissioni su scala globale derivanti dall’Accordo di Parigi. L’art. 10 bis, intitolato “Norme comunitarie transitorie per l’armonizzazione delle procedure di assegnazione gratuita delle quote”, della direttiva 2003/87/CE, stabilisce che “Al momento dell’approvazione di un accordo internazionale sui cambiamenti climatici da parte della Comunità, che comporti riduzioni vincolanti delle emissioni dei gas a effetto serra comparabili a quelle fissate dalla Comunità, la Commissione rivede le misure summenzionate affinché l’assegnazione delle quote a titolo gratuito avvenga unicamente se è pienamente giustificata a norma dell’accordo internazionale” 654,00
Comma 911 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato) Si dispone che l’articolo 52, comma 3, lettera b) del D.Lgs. n. 504/1995 – il quale esenta dall’accisa l’energia elettrica prodotta con impianti azionati da fonti rinnovabili con potenza disponibile superiore a 20 kW consumata dalle imprese di autoproduzione in locali e luoghi diversi dalle abitazioni – si applica anche all’energia elettrica prodotta con impianti azionati da fonti rinnovabili con potenza disponibile superiore a 20 kW, consumata da soci delle società cooperative di produzione e distribuzione dell’energia elettrica di cui all’articolo 4, comma 1, n. 8 della legge n. 1643/1962 (dunque società cooperative di produzione e distribuzione dell’energia elettrica che non sono state assoggettate a trasferimento all’ENEL) in locali ed in luoghi diversi dalle abitazioni. SAF L’agevolazione in esame risponde all’esigenza di promuovere il consumo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili, includendo anche i soci delle società cooperative di produzione e distribuzione di energia elettrica. Gli impianti a fonti rinnovabili hanno generalmente emissioni e impatti ambientali, in rapporto all’energia prodotta, notevolmente inferiori rispetto agli impianti a fonti fossili. I principali studi di valutazione dei costi esterni della generazione di elettricità, che aggregano gli effetti ambientali e sanitari con un’unica unità di misura, evidenziano costi esterni del MWh da fonti rinnovabili quasi nulli (principali fonti: ExternE (1997a,1998a, 1998b, 1998c, 2005); CASES (2008a; 2008b), NEEDS (2008); EXIOPOL (2010), EEA (2011a, 2014a), Ecofys (2014), con l’eccezione degli impianti a biomasse, a biogas e fotovoltaici (in quest’ultimo caso per i costi esterni della produzione delle celle), che presentano valori di danno intermedi rispetto agli impianti a combustibili fossili (si veda ad es. CASES, 2008a). L’agevolazione risponde soprattutto alla finalità di ridurre le emissioni in atmosfera e ridurre la dipendenza energetica dall’estero; onde evitare un consumo addizionale di suolo e limitare gli effetti di intrusione paesaggistica (localizzazione degli impianti al suolo, in aree agricole o verdi), sarebbe opportuno limitare l’ambito di applicazione del beneficio ai tetti e ai suoli già urbanizzati. d.q.
Art. 52, comma 3, lett. b), TUA Esenzione dall’accisa sull’energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili in impianti con potenza superiore a 20 kW per autoconsumo SAF L’agevolazione in esame risponde all’esigenza di promuovere il consumo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili. Gli impianti a fonti rinnovabili hanno generalmente impatti ambientali ed emissioni, in rapporto all’energia prodotta, notevolmente inferiori rispetto agli impianti a fonti non rinnovabili. I principali studi di valutazione dei costi esterni della generazione di elettricità, che aggregano gli effetti ambientali e sanitari con un’unica unità di misura, evidenziano costi esterni del MWh da fonti rinnovabili quasi nulli, con l’eccezione degli impianti a biomasse, a biogas e fotovoltaici (in quest’ultimo caso per i costi esterni della produzione delle celle), che presentano valori di danno non trascurabili, intermedi rispetto agli impianti a combustibili fossili. Principali fonti: ExternE (1997a,1998a, 1998b, 1998c, 2005); CASES (2008a; 2008b), NEEDS (2008); EXIOPOL (2010), EEA (2011a, 2014a), Ecofys (2014).L’agevolazione risponde soprattutto alla finalità di ridurre le emissioni in atmosfera e ridurre la dipendenza energetica dall’estero; onde evitare un consumo addizionale di suolo e limitare gli effetti di intrusione paesaggistica (localizzazione degli impianti al suolo, in aree agricole o verdi), sarebbe opportuno limitare l’ambito di applicazione del beneficio ai tetti e ai suoli già urbanizzati. 49,15
Art. 10 della Legge 28 dicembre 2015, n. 221 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali); paragrafo 26 della Comunicazione europea C(2012) 3230. Si prevede che i proventi delle aste (ETS) siano utilizzati anche per compensare i costi per aiuti a imprese così come definiti dal paragrafo 26 della Comunicazione europea C(2012) 3230 def. (sugli orientamenti relativi a determinati aiuti di stato nell’ambito del sistema per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra dopo il 2012″) con priorità di assegnazione alle imprese accreditate ISO 50001 (norma relativa a “Sistemi di gestione dell’energia – Requisiti e linee guida per l’uso”). Si segnala che il richiamato paragrafo 26 della Comunicazione della Commissione rientra in un capitolo di disposizioni relative alla misura degli aiuti concedibili a operatori a rischio di carbon leakage, ossia esposti al rischio delocalizzazione a causa dei costi del carbonio verso paesi con politiche ambientali meno rigorose. SAD In generale, qualsiasi forma di aiuto agli operatori a rischio di delocalizzazione costituisce un sussidio. In questo caso si tratta di aiuti per la prevenzione di delocalizzazioni dovute al prezzo dei permessi di CO2 dell’ETS, che è uno strumento economico annoverato dall’Istat fra le tasse ambientali (ovvero la cui base imponibile ha un effetto ambientale negativo comprovato). Il sussidio va a ridurre, per determinati operatori, il segnale di costo ambientale delle emissioni voluto dal legislatore europeo. La delocalizzazione industriale è dovuta a molti altri fattori, come il costo del lavoro, che andrebbe ridotti intervenendo sulla fiscalità che grava sul lavoro. Ne consegue che si tratta di un sussidio dannoso per l’ambiente. d.q.
Art. 12 della Legge 28 dicembre 2015, n. 221 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali) Nella definizione di «sistema efficiente di utenza» (SEU), è soppresso il tetto, per l’impianto elettrico, della potenza nominale non superiore a 20 MWe e complessivamente installata sullo stesso sito. Si interviene inoltre sulla disciplina delle condizioni che consentono l’applicazione del regime di particolare favore, in termini di esenzione dal pagamento di oneri generali di sistema e di tariffe di distribuzione e trasmissione, per i SEU realizzati in data antecedente alla data di entrata in vigore del decreto 115/2008, prevedendo che la titolarità delle unità di produzione e di consumo di energia elettrica connesse possa essere in capo a società riconducibili al medesimo gruppo societario. b) Si è inoltre stabilito che ai sistemi di autoproduzione di energia elettrica con ciclo ORC (Organic Rankine Cycle) alimentati dal recupero di calore prodotto da cicli industriali e da processi di combustione spetteranno determinati titoli di efficienza energetica. a) incerto b) SAF a) Il regime di esenzione dal pagamento degli oneri generali di sistema e delle componenti tariffarie di distribuzione e trasmissione viene ampliato mediante soppressione del tetto di potenza, a prescindere dalla tipologia di fonte, se rinnovabile o meno. Qualora l’impianto di autoproduzione utilizzi fonti fossili, esso non contribuirebbe al raggiungimento degli obiettivi nazionali di rinnovabili né mediante gli oneri di sistema dedicati all’incentivazione delle rinnovabili, né direttamente mediante la propria produzione. Qualora l’impianto di autoproduzione utilizzi fonti rinnovabili, esso contribuirebbe direttamente al raggiungimento degli obiettivi nazionali. Per queste ragioni l’effetto ambientale del sussidio è incerto.

b) la tecnologia ORC permette di recuperare e trasformare in elettricità il calore residuo di processo, disponibile anche a bassa temperatura. Esso consente quindi di recuperare un’energia altrimenti dispersa nell’ambiente, permettendo rilevanti risparmi energetici e di costo esterno ambientale della generazione. Il riconoscimento di determinati TEE a questa tecnologia permette la sua diffusione nei processi industriali nazionali, ed è senza dubbio un SAF.

d.q.
I) DD.MM. 28/07/2005 e 06/02/2006 (I CE)

II) D.M. 19/02/2007 (II CE)

III) D.M. 06/08/2010 (III CE)

IV) D.M. 05/05/2011 (IV CE)

V) D.M. 05/07/2012 (V CE)

Il Conto Energia è il sistema incentivante dedicato agli impianti solari fotovoltaici consistente originariamente in un premio fisso erogato sulla base dell’energia prodotta. Tale meccanismo è stato modificato con il D.M. 5/luglio/2012 o (V Conto Energia), in virtù del quale l’incentivo è corrisposto sulla quota di energia prodotta e autoconsumata (premio incentivante) e sulla quota di energia prodotta e immessa in rete (su tale quota l’incentivo assume la forma di una Tariffa Onnicomprensiva per impianti fino a 1 MW di potenza ed è invece pari alla differenza tra una tariffa di riferimento e il prezzo zonale orario nel caso di impianti sopra il MW). Dal 6 luglio 2013 (30 giorni dopo la data di raggiungimento di un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi di 6,7 miliardi di euro) gli impianti fotovoltaici non possono più accedere a questa forma di incentivazione. Essa continua però a essere riconosciuta a quegli impianti che hanno avuto accesso al meccanismo. SAF Il CE risponde alla necessità di promuovere il consumo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili. Gli impianti solari fotovoltaici hanno impatti ambientali ed emissioni, in rapporto all’energia prodotta, notevolmente inferiori rispetto agli impianti a fonti non rinnovabili. I piccoli impianti, con potenza maggiore o uguale a 3 kW installati su suoli già urbanizzati (prosumer model) hanno un impatto decisamente ridotto rispetto ai grandi impianti installati a terra sia per il consumo del suolo che da un punto di vista paesaggistico.

I principali studi di valutazione dei costi esterni della generazione di elettricità, che aggregano gli effetti ambientali e sanitari con un’unica unità di misura, evidenziano costi esterni del MWh da fonte solare quasi nulli. Per il fotovoltaico i costi esterni della produzione delle celle presentano valori di danno non trascurabili, intermedi però rispetto agli impianti a combustibili fossili. Principali fonti: ExternE (1997a,1998a, 1998b, 1998c, 2005); CASES (2008a; 2008b), NEEDS (2008); EXIOPOL (2010), EEA (2011, 2014a), Ecofys (2014).

6.297,00
D.M. 23/06/2016 Il D.M. 23 giugno 2016 “Incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico” aggiorna i meccanismi d’incentivazione degli impianti a fonti rinnovabili, diversi dal fotovoltaico, introdotti dal DM 6 luglio 2012. Viene in particolare incentivata l’energia elettrica prodotta da:

1. Impianti idroelettrici,

2. Impianti geotermoelettrici,

3. Impianti eolici,

4. Impianti alimentati da gas di discarica.

5. Impianti alimentati da gas di depurazione.

6. Impianti alimentati da biogas.

7. Impianti alimentati da bioliquidi.

8. Impianti alimentati da biomasse(*).

9. Impianti solare termodinamici.

 

(*) Per gli impianti alimentati da rifiuti gli oneri sono riferiti solo all’incentivazione della parte biodegradabile.

SAF I meccanismi incentivanti in esame rispondono all’esigenza di promuovere il consumo di energia elettrica prodotta da FER diverse dal fotovoltaico. Gli impianti in esame hanno generalmente impatti ambientali ed emissioni, in rapporto all’energia prodotta, notevolmente inferiori rispetto agli impianti a fonti non rinnovabili. I diversi sistemi di sussidio diretto rispondono soprattutto alla finalità di ridurre le emissioni in atmosfera e ridurre la dipendenza energetica dall’estero; onde evitare un consumo addizionale di suolo e limitare gli effetti di intrusione paesaggistica (localizzazione degli impianti al suolo, in aree agricole o verdi), sarebbe opportuno limitare l’ambito di applicazione del beneficio ai tetti e ai suoli già urbanizzati.

I principali studi di valutazione dei costi esterni della generazione di elettricità, che aggregano gli effetti ambientali e sanitari con un’unica unità di misura, evidenziano costi esterni del MWh da fonti rinnovabili quasi nulli, con l’eccezione degli impianti a biomasse, a biogas. Principali fonti: ExternE (1997a,1998a, 1998b, 1998c, 2005); CASES (2008a; 2008b), NEEDS (2008); EXIOPOL (2010), EEA (2011, 2014a), Ecofys (2014).

5.761,00
D.Lgs n. 102/2014 Decreto Ministeriale 5 settembre 2011 Decreto Interministeriale del 28 dicembre 2012, e D.Lgs. 102/2014 e Decreto interministeriale 16 febbraio 2016 (Conto Termico 2.0) Promozione di interventi di efficienza energetica e di produzione di energia da FER termiche (Cogenerazione e CAR) attraverso il meccanismo dei CB o TEE e con il nuovo Conto Termico 2.0. SAF La produzione di energia termica da FER (biomasse, geotermia ecc) sono fonti di energia rinnovabile, con emissioni di CO2 a bilancio nullo. In particolare l’uso delle biomasse, dei bioliquidi e del biogas negli impianti di cogenerazione e di CAR razionalizzano l’uso di risorse naturali ottimizzando la produzione combinata di energia elettrica e termica.

La letteratura sui costi esterni ambientali delle tecnologie di produzione energetica contiene pochi casi studio riguardanti il teleriscaldamento (un riferimento importante sono gli studi del CESI, 2004a e 2005), a maggior ragione riguardanti gli impianti di teleriscaldamento che utilizzano fonti quali le biomasse e la geotermia. In ogni caso, la produzione di calore mediante impianti centralizzati, possibilmente di cogenerazione di elettricità e calore, e la distribuzione del calore con rete di teleriscaldamento permette di minimizzare le emissioni nocive in atmosfera generalmente associate alla combustione delle biomasse e allo sfruttamento dell’energia geotermica (vari casi studio di costi esterni ambientali degli impianti convenzionali a biomasse e di geotermia negli Stati Membri sono riportati in CASES (2008a). Ferma restando la necessità di ulteriori approfondimenti sulle prestazioni ambientali delle tecnologie a fonti rinnovabili impiegate per la produzione di calore nel teleriscaldamento, l’agevolazione va ascritta fra i sussidi favorevoli all’ambiente.

Per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e di efficienza energetica essi permettono di conseguire importanti obiettivi di riduzione della domanda di energia per riscaldamento e /o di raffrescamento degli edifici. Inoltre i CB o TEE intendono promuovere l’efficienza energetica sfruttando le opportunità fornite dalle nuove tecnologie per salvaguardare i consumi di energia.

d.q.