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Ispettorato Nazionale del Lavoro precisazioni sul distacco transnazionale di lavoratori

L’Ispettorato nazionale del Lavoro ha fornito, con la nota allegata, chiarimenti sull’ipotesi  in cui il distacco dei lavoratori sia effettuato nell’ambito di una prestazione transnazionale di servizi che coinvolga una pluralità di operatori economici, ovvero l’impresa straniera distaccante, il soggetto distaccatario e il destinatario finale della prestazione.

Trattasi di fattispecie piuttosto complesse, la cui liceità implica sia l’esistenza di rapporti contrattuali ben definiti – e non fittizi – tra i soggetti sopra indicati, sia la permanenza durante il periodo del distacco di un effettivo rapporto di lavoro tra il lavoratore distaccato e l’impresa straniera distaccante.

Come  già affermato da precedenti circolari del Ministero del Lavoro l’argomento trova applicazione nei confronti delle imprese straniere, stabilite in uno Stato UE o extra UE che, nell’ambito di una prestazione transnazionale di servizi, distaccano uno o più lavoratori presso un’altra impresa anche se appartenente allo stesso gruppo, o in favore di un’altra unità produttiva o di un altro destinatario con sede in Italia.

La locuzione  “prestazione di servizi”, di derivazione comunitaria, risulta essere molto ampia facendo rientrando in essa  diverse tipologie contrattuali disciplinate nel nostro ordinamento, tra le quali quelle relative alla filiera degli appalti e subappalti, nonché ulteriori accordi “commerciali”.

Nello specifico, tale locuzione presuppone l’espletamento di attività lavorative di carattere temporaneo in favore di un destinatario situato su territorio italiano, che può individuarsi in un’impresa distaccataria appartenente al medesimo gruppo, in una unità produttiva, filiale, sede operativa della azienda straniera distaccante ovvero in un soggetto committente.

Per qualificare una  filiale o unità produttiva dell’azienda straniera,  è  necessario riscontrare nella fattispecie concreta un minimo di organizzazione di mezzi e/o di persone, in forza della quale l’impresa stessa vada ad esercitare e/o gestisca un’attività di natura economica in Italia e costituisca, quindi, un centro di imputazione di rapporti e situazioni giuridiche riferibili al soggetto straniero, anche se per un periodo temporalmente definito.

In considerazione del quadro sopra illustrato la disciplina del  distacco trova applicazione nelle ipotesi in cui
prestatori di servizi stranieri inviano proprio personale dipendente a svolgere per un periodo limitato attività
lavorativa in Italia, tra le quali si possono annoverare anche quelle in cui i suddetti lavoratori, inviati in ragione
di un servizio transnazionale presso una filiale italiana della azienda straniera distaccante o presso altro
operatore economico sito in Italia – soggetto distaccatario – vengano successivamente impiegati per
l’esecuzione di un appalto presso la sede o altra unità produttiva di una azienda committente – destinataria
finale della prestazione – sempre ubicata in Italia.

Questo evidentemente a condizione che nella fattispecie concreta siano riscontrabili gli elementi di autenticità dell’intera operazione negoziale posta in essere che deve rispettare la normativa nazionale in tema di liceità dell’appalto, distacco e somministrazione di manodopera.

Nella circolare sono richiamati gli obblighi di comunicazione preventiva del distacco e devono essere indicate una serie di informazioni da inserire nei campi obbligatori del Modello UNI Distacco UE tra i  quali sono ricompresi i dati identificativi del prestatore di servizi/impresa distaccante straniera e del soggetto distaccatario italiano (sede e/o filiale in Italia dell’azienda distaccante ovvero di altro operatore economico), il numero previsto e la generalità dei lavoratori coinvolti, la durata del distacco, la data di inizio e di fine dello stesso, la sede del distacco quale luogo
di svolgimento effettivo della prestazione che può anche non coincidere con la sede del soggetto distaccatario, come avviene ad es. per i cantieri o nelle ipotesi in cui l’esecuzione dei lavori viene espletata presso la sede/unità produttiva di altra impresa, destinataria finale della prestazione, in presenza di un idoneo titolo giuridico (ad es. contratto di appalto o subappalto).

Una ulteriore precisazione è stata fornita per  le ipotesi in cui l’impresa straniera invii propri dipendenti in Italia presso stand temporanei allestiti nell’ambito  di fiere, mostre, manifestazioni commerciali ed eventi congressuali, laddove non sia individuabile una prestazione di servizi nei confronti di un soggetto destinatario – distaccatario o committente – avente sede legale o operativa in Italia, ovvero non sia stato stipulato un contratto di natura commerciale (appalto di opera o di servizi, ecc.) tra l’impresa straniera stessa e il destinatario della prestazione di cui sopra.

In tal contesto l’attività di esposizione e vendita di prodotti per la partecipazione alla manifestazione fieristica con  disponibilità di uno stand temporaneo,  non costituirebbe un vero e proprio centro di imputazione di rapporti e situazioni giuridiche riferibili al soggetto straniero, con conseguente esclusione dell’applicazione degli obblighi previsti dalla legge, come pure delle specifiche disposizioni sanzionatorie in esso contenute.

Diversamente nei casi in cui, anche in ragione della specifica natura dell’attività svolta, sia riscontrabile
nella fattispecie concreta una prestazione transnazionale di servizi nei confronti di un destinatario situato su
territorio italiano, come avviene ad esempio nelle ipotesi di esecuzione di appalti per montaggio, smontaggio
dello stand, eventuale realizzazione delle strutture espositive , l’invio di lavoratori in Italia da parte dell’allestitore straniero, anche solo per pochi giorni, rientra nel campo di applicazione della normativa del distacco.

 INL nota n. 4833 5 giugno 2017