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Legge di stabilità: approvata dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre 2015

Nel pomeriggio del 15 ottobre 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge di stabilità.
Il pacchetto di misure vale complessivamente 27 – 30 miliardi di euro.

Eliminata la Tasi sulla prima casa così come l’IMU.

Gli incentivi alle ristrutturazioni edilizie, i cui costi oggi possono essere detratti dall’irpef per una quota del 50%, dovrebbero essere prorogati per un altro anno. Stesso discorso per le detrazioni legate agli interventi sul risparmio energetico, che dovrebbero rimanere al 65% per un anno ancora.

Il taglio dell’imposta sui redditi delle società al 24% previsto dalla manovra per il 2017 sarà anticipato al 2016 solo se l’Unione Europea concederà la maggiore flessibilità dello 0,2% legata agli interventi per l’assistenza agli immigrati.

Partirà subito invece il maxi ammortamento sugli investimenti.

Tale misura vale un miliardo di euro e si applicherà anche agli investimenti effettuati dal 15 ottobre 2015. La misura consentirà alle aziende che investono in beni strumentali di ammortizzare il cespite, ossia, il bene strumentale, al 140% anziché al 100%. Le aziende potranno dedurre una quota di ammortamento maggiore rispetto a quanto previsto ora dalla legge.

La quota di ammortamento del cespite continuerà ad essere calcolata sulla base della tabella coefficienti ammortamento beni strumentali DM. 31/12/88 e delle aliquote ordinarie, ma verrà concessa una “variazione in diminuzione della base imponibile” sulla quale poi verranno determinate le imposte.

Un esempio può essere utile a capire meglio il meccanismo:se un azienda acquista dei nuovi beni, per un costo di 1000 euro IVA inclusa ed il coefficiente è al 10% per 10 anni, grazie al super ammortamento avrebbe diritto ad una deduzione del 14% rispetto all’attuale 10%.

Per sapere quali sono i requisiti per accedere al super ammortamento, occorrerà attendere, l’emanazione del decreto Legge che ne definisca le condizioni per accedere all’agevolazione fiscale, i soggetti beneficiari, il periodo e la durata dello sgravio fiscale e infine le coperture.

Novità anche in ambito di pensioni e nuove assunzioni.

Non ci sarà l’abbassamento dell’età pensionabile a 63 anni per tutti, prospettato da Renzi nei mesi scorsi. Sarà prorogata la cosiddetta “opzione donna”, che permette alle lavoratrici di mettersi a riposo con molto anticipo (oggi il requisito è 35 anni di contributi e 57 anni di età) ma con forti penalizzazioni sull’assegno (che è calcolato con il metodo contributivo). Sarà consentito a chi ha almeno 63 anni e 7 mesi di età di lavorare part time nell’ultima parte della carriera, ma con una retribuzione vicina a quella ordinaria.

Per quanto riguarda gli incentivi alle assunzioni per chi assume nel 2016 lo sgravio fiscale si ridurrà del 40 per cento e poi calerà ancora.