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L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con una nota, si è pronunciato circa la validità degli accordi sindacali in materia di controlli a distanza dei lavoratori.

 

Le norme vigenti prevedono che  nel caso siano installati  impianti audiovisivi per la tutela del patrimonio aziendale, per la sicurezza sul lavoro e per esigenze tecnico produttive dai quali  derivi la possibilità di controllare l’attività dei dipendenti è necessario un accordo preventivo con le organizzazioni sindacali o, in mancanza, l’autorizzazione amministrativa dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

La nota interviene anche nel definire il rapporto tra l’accordo sindacale, ai suddetti fini, e la c.d. contrattazione di prossimità, prevista nell’art. 8 del D.L. n. 138/2011.

L’ispettorato ci ricorda che l’art. 8 del citato D.L. n. 138/2011 trova applicazione solo in presenza di determinate finalità, fra le quali la “maggiore occupazione, la qualità dei contratti di lavoro, l’adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, l’emersione del lavoro irregolare, gli incrementi di competitività e di salario (ecc.)”.

INL chiarisce e che la disciplina contenuta nell’art. 8 continua a trovare applicazione, anche con riferimento alla possibilità di regolamentare “gli impianti audiovisivi e l’introduzione di nuove tecnologie” attraverso la sottoscrizione di contratti a livello aziendale o territoriale da parte di associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, chiaramente solo in presenza delle finalità previste dal comma 1 della medesima disposizione e nel rispetto dei vincoli stabiliti dal comma 2 bis della medesima disposizione; in assenza di tali presupposti trovano sempre applicazione i dettami dell’art. 4 della L. n. 300/1970.

 INL – Nota prot. n. 4619 del 24-02-2017