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ASSEMBLEA GENERALE 2009

Si è svolto venerdì 29 maggio 2009 il convegno dal titolo "Reagire alla Crisi. I protagonisti della filiera impiantistica a confronto" organizzato da Assistal nell'ambito della 63° Assemblea Annuale dei Soci tenutasi in contemporanea alle manifestazioni LivinLuce ed EnerMotive nel quartiere Fieristico milanese di Rho/Pero.

Con questo convegno Assistal ha voluto approfondire una tematica come quella della crisi, offrendo lo spazio per un momento di approfondimento tra le imprese della filiera impiantistica, in modo da dare vita ad un momento che potesse offrire l'opportunità di un confronto tra i diversi attori del settore coinvolti nella filiera, con l'obiettivo di far emergere, insieme, criticità e soluzioni in grado di fornire una risposta concreta alle esigenze del mercato.
La crisi, quindi, come opportunità per l'avvio di una riflessione comune: un punto di partenza per l'attuazione di tangibili politiche di azione.

"Io sono convinto - ha affermato Nicola Scotti, Presidente di Assistal, nel suo discorso di apertura - che per superare questa crisi, dobbiamo prima di tutto essere ottimisti ed in secondo luogo confrontarci, soprattutto tra noi che rappresentiamo l'intera filiera. Insieme, dobbiamo avviare politiche comuni che possano gettare le basi per una vera e propria rinascita del settore.
E' necessario affrontare i cambiamenti avvenuti all'interno del nostro Mercato e far emergere quali siano le azioni che ciascuno di noi dovrà mettere in atto per il rilancio del comparto.
Parlo a tutti voi: dobbiamo mutare il nostro atteggiamento imprenditoriale, spostandoci verso un'offerta qualificata ed innovativa. Abbiamo la necessità di far entrare il mercato in una nuova era"
.



Dopo il saluto di Fabio Dadati, Presidente di Fiera Milano Tech che ha illustrato le novità dell'edizione prevista per il 2011, è stata la volta dell'intervento di Evelyne Schellekens, Segretario Generale dell'Associazione Europea AIE (European Association of Electrical Contractors) che ha fornito un quadro di riferimento del mercato impiantistico a livello europeo.

La Schellekens ha presentato AIE, un'associazione che include 20 associazioni nazionali in Europa, quattro rappresentanze nei diversi continenti (Australia, Africa del Sud, America e Asia); e diversi contatti con paesi quali Islanda, Lituania, Estonia e Slovacchia.
Un'organizzazione, l'AIE, che conta 175.000 imprese per una totale di 900.000 addetti ed un fatturato pari a 60 miliardi di euro, con l'obiettivo di rappresentare, difendere e promuovere gli interessi delle imprese di installazione di impianti elettrici presso le istituzioni europee, ma anche di informare su tendenze, iniziative legislative e normative in ambito europeo.
Secondo la Schellekens, "in generale, in Europa, tutti i Paesi stanno risentendo della crisi, ma alcuni più di altri: nel settore impiantistico è il nord Europa, con in testa la Norvegia a soffrire meno per la situazione, mentre Inghilterra e Islanda si stanno stabilizzando".
La situazione dell'Europa mediterranea, infine, non è particolarmente brillante. Spagna e Grecia, in particolare, risentono della penuria di investimenti.
Per quanto riguarda l'ampiezza del mercato impiantistico, il Segretario generale dell'AIE fa notare come in Italia il numero delle imprese sia notevolmente superiore rispetto a quello degli altri Stati, senza contare che la maggior parte delle imprese non ha più di 9 addetti.
In merito all'influenza della politica dell'Unione Europea, la Schellekens ricorda che "l'Agenda dell'Unione influisce in misura sempre più ampia sul quadro legislativo all'interno del quale si trovano a dover operare le imprese, in particolare in merito a materie quali il mercato energetico e le fonti rinnovabili; l'efficienza energetica, i prodotti e le tecnologie; il regime fiscale e finanziario, come per esempio l'Iva ridotta. Oggi - sottolinea - almeno il 75% delle legislazioni nazionali vengono emanate a livello europeo".
In conclusione la Schellekens mette in risalto come "con l'emergere di nuovi mercati si aprano per le imprese impiantistiche, nuove opportunità, ma per poter approfittare di queste, sarà necessario acquisire nuove professionalità".
"Perciò sono convinta - conclude - che per affrontare questi cambiamenti e dare nuovo slancio all'economia, le imprese dovranno rinnovarsi ed adattarsi al mercato ed alle nuove tecnologie, ma anche riorganizzarsi, strutturarsi ed integrarsi".

Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, ha trattato un focus sullo scenario impiantistico italiano nella particolare fase di mercato in cui ci troviamo ed in virtù del ciclo espansivo che abbiamo vissuto, indagando i caratteri e le dimensioni di questo mercato, oltre che tempi e caratteri della crisi.

A conclusione degli interventi di inquadramento ed analisi del mercato ad opera di Evelyne Schellekens e Lorenzo Bellicini, ha avuto luogo la Tavola Rotonda, moderata da Franco Adami, direttore editoriale della Divisione Installazione Reed Business Information, alla quale hanno preso parte Nicola Scotti, Presidente di Assistal; Vincenzo Albonico, Presidente di Agesi; Augusto Di Giulio, Vice Presidente di ANIMP; Antonino Molinaro, Presidente di Uami; Sandro Bonomi, Presidente di Anima e Angelo Maspero, Presidente di Anie-CSI.
Dal Tavolo è sostanzialmente emerso che i diversi rappresentanti della filiera impiantistica sono concordi nella necessità di serrare le fila contro un nemico, come la crisi economica, che ha ulteriormente indebolito il settore. L'aggregazione, infatti, risulta l'elemento alla base per la realizzazione di una forte rappresentanza dell'intero comparto nei confronti delle istituzioni.



Di seguito dei brevi abstract relativi ai loro interventi alla Tavola Rotonda:

"Ci sono anomalie storiche nel nostro settore, - afferma Nicola Scotti, presidente di Assistal - ed in particolare due sono le criticità principali. La prima legata alla committenza privata per cui la marginalità delle nostre imprese viene limitata dagli affidamenti dati a General Contractor. La seconda relativa alla committenza pubblica ed agli appalti, senza contare la crisi attuale che complica la situazione e la difficoltà di concessione del credito da parte delle banche".

"Quanto detto da Scotti è correttissimo
- conferma Vincenzo Albonico, Presidente di Agesi -. In particolare sono convinto che nel breve periodo le associazioni debbano fare sistema a livello integrale, evitando che ognuno coltivi il proprio orticello. Inoltre, è necessario guardare oltre, anche al medio e lungo termine, magari pensando anche alla fusione di alcune associazioni".

"Oggi - dice Augusto Di Giulio, Vice Presidente di ANIMP - occorre far riconoscere al committente la qualità e vanno ripensati processi e modalità organizzative, anche arricchendosi di strumenti e tecnologie innovative. Penso ad esempio alla figura del Project Manager ed alla sua integrazione anche all'interno della piccola e media impresa, sull'esempio delle aziende più grande e strutturate. Inoltre, in merito all'idea di "fare sistema" dovremmo metterci tutti intorno ad un tavolo e fare, ognuno per suo conto, un piccolo sacrificio".

Antonino Molinaro, Presidente di Uami, si dice positivo rispetto al superamento della crisi in atto, ma specifica la "necessità di una maggiore corresponsabilità della filiera impiantistica", citando come l'esempio della costituzione di FederProgetti già andasse in questo senso. "Ognuno - conclude Molinaro - deve fare pulizia a casa propria creando lobby pulite e facendo in modo di far conoscere maggiormente questa filiera perché, purtroppo, è ancora poco nota".

"Questa crisi è un momento propizio per le nuove opportunità - afferma Sandro Bonomi, Presidente di Anima -. Si tratta di una crisi globale e per questo anche la crisi delle costruzioni avrà fine nel momento in cui cesserà la crisi generale dell'economia. Per far ripartire l'economia, però, bisogna prima di tutto ricreare al fiducia e quindi andare a modificare quegli elementi che hanno minato questa fiducia. Una grande opportunità, però, arriva anche dalla possibilità di fare sinergia e già il fatto di unirsi in FederProgetti è stato un primo passo per ottenere una maggiore rappresentatività".

"Oggi - dice Angelo Maspero, Presidente di Anie-CSI - ad una certa velocità critica nello sviluppo, corrisponde un'eguale velocità critica nella decrescita economica. "Fare filiera" è necessario, non c'è alternativa; così come obbligatoria risulta la strada del risparmio energetico: abbiamo firmato il Protocollo di Kioto e va rispettato. Il risparmio energetico sarà una grande possibilità per il nostro settore. Pensiamo anche alla casa domotica: sarà il nostro settore a dover gestire questa transazione".

Il pubblico, durante la tavola rotonda, interviene in particolare per ricordare la necessità di puntare sulla qualità, ma anche l'importanza delle verifiche sugli appalti che possa garantire una competizione corretta tra imprese. Inoltre, sempre dal pubblico, emerge fortemente l'esigenza della creazione di un sistema di controlli sugli impianti che, ad oggi, in Italia, non sono investiti da alcuna regolamentazione specifica.

Scarica le relazione del convegno:

Saluto di Nicola Scotti, Presidente di Assistal

Presentazione di Evelyne Schellekens - AIE





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