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Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro – Modificato il Dlgs 81/08 – Recepite due direttive cancerogeni/mutageni

Il 15 febbraio è stato pubblicato sul sito del Ministero del lavoro il DM 11 febbraio 2021 (allegato) che recepisce la seconda e la terza delle tre direttive, recentemente pubblicate, relative alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

La prima direttiva in materia è stata recepita lo scorso giugno.

Il decreto, allegato, modifica il Dlgs 81/2008 (in attuazione della direttiva (UE) 2019/130 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 gennaio 2019, e della direttiva (UE) 2019/983 del 5 giugno 2019 che modificano la direttiva 2004/37/CE .

In particolare le modifiche, in linea con quanto previsto dalle direttiva, riguardano:

  • l’integrale sostituzione dell’allegato XLII del Dlgs 81/08 (contenente l’elenco delle attività lavorative che comportano la presenza di sostanze o miscele cancerogene o mutagene o di processi industriali). Sono stati, di fatto, introdotti un punto settimo relativo ai “Lavori comportanti penetrazione cutanea degli oli minerali precedentemente usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all’interno del motore” e un ottavo relativo ai “Lavori comportanti l’esposizione alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel”.
  • l’integrale sostituzione dell’allegato XLIII del Dlgs 81/08 (contenente i “valori limite di esposizione professionale degli agenti cancerogeni/mutageni”), prevedendo l’inserimento di tredici nuovi agenti cancerogeni (tra cui, ad esempio, le emissioni di gas di scarico dei motori diesel, la formaldeide, il berillio).

Richiamiamo l’attenzione sul fatto che sono numerosi gli obblighi del datore di lavoro (previsti dal titolo IX, capo II del DLGS 81/08) in tema di agenti cancerogeni/mutageni (dalla sostituzione, alla valutazione dei rischi, alle misure tecniche, etc.).

La nostra Confederazione ha monitorato, dapprima in Europa, l’iter di definizione della direttiva e, poi in Italia, la fase di recepimento.

Evidenziamo che, in fase di consultazione delle parti sociali, Confindustria si è fatta parte attiva, affinché non fossero abbassati i valori limite (ad esempio per le emissioni di gas diesel) e mantenute le misure transitorie previste dalla direttiva (ad esempio per la formaldeide) per evitare un aggravio di oneri per le imprese.

Seguirà, a breve, una nota con un’analisi delle principali novità del Decreto.

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