L’incontro è stato l’occasione per parlare ancora una volta dell’iper-ammortamento e della necessità di riconoscere al suo interno il ruolo delle ESCo.
Il nuovo iper-ammortamento introdotto con l’ultima Legge di Bilancio ha sancito la perdita del legame formale tra digitalizzazione e efficientamento energetico che caratterizzava il precedente piano Transizione 5.0 2024-2025. Infatti, per fruire dell’iper-ammortamento non è necessario dimostrare di aver conseguito alcun risparmio energetico sulla struttura produttiva o sul singolo processo interessato. Inoltre, l’iper-ammortamento non valorizza adeguatamente le ESCo e i contratti di prestazione energetica (EPC) poiché non prevede che un attore terzo come una ESCo possa beneficiare dell’agevolazione la quale è riservata al soggetto che effettua l’investimento (quindi l’impresa cliente) anche se è proprio la società di servizi energetici a farsi carico degli investimenti per conto del cliente.
ASSISTAL ha segnalato la necessità di interventi correttivi sulla misura per restituire alle ESCo un adeguato riconoscimento della loro professionalità e competenza, come avveniva nella precedente edizione del piano. L’iper-ammortamento prevede fra gli investimenti agevolabili sia beni materiali che soprattutto software di gestione e ottimizzazione dei consumi energetici che le imprese potrebbero efficacemente sostenere avvalendosi del supporto di una ESCo e stipulando un EPC. La ESCo avrebbe la piena disponibilità dei beni materiali e/o immateriali e li “noleggerebbe” all’impresa cliente mantenendone la proprietà per tutta la durata del contratto di rendimento. In questo arco temporale, la sua remunerazione sarebbe garantita dal risparmio energetico ed economico prodotto dal progetto presso l’impresa cliente e il servizio erogato dalla ESCo verrebbe assimilato a quello di un noleggio di software, seguendo la logica del “Software as a service” (SaaS).
ASSISTAL ha ribadito al MIMIT che impedire alle ESCo di fruire direttamente dell’agevolazione significa non tenere conto che l’iper-ammortamento è utilizzato prevalentemente dalle PMI le quali potrebbero non avere la capienza fiscale e la regolarità negli utili di bilancio per fruire di un incentivo che, differentemente dal credito d’imposta 5.0, non è alla portata di chiunque. Al contrario, le ESCo sono in molti casi soggetti strutturati, appartenenti a grandi gruppi del settore energetico, con una comprovata solidità finanziaria e dunque non avrebbero problemi a farsi carico degli investimenti e a godere direttamente del beneficio, scaricandolo in seconda battuta sul cliente.
ASSISTAL ritiene che il nuovo iper-ammortamento continui ad essere un’agevolazione di primaria importanza per realizzare progetti di ottimizzazione dei consumi energetici nei processi produttivi. Nel contesto economico italiano dominato dalle PMI, nelle quali spesso manca una cultura del risparmio energetico e dell’uso razionale delle risorse, l’iperammortamento può recitare una parte da protagonista per rendere la manifattura italiana più digitale, più innovativa e più efficiente. Tuttavia, per produrre tali effetti, è cruciale riconoscere adeguatamente il ruolo delle società di servizi energetici quali abilitatori della doppia transizione (digitale ed energetica) all’interno delle imprese. Le ESCo sono soggetti con comprovata esperienza nei progetti di razionalizzazione dei consumi all’interno dei contesti produttivi e, dunque, la loro esclusione a priori dal provvedimento appare poco sensata e rischia di essere controproducente poiché potrebbe sia frenare la partecipazione delle PMI sia rendere più difficoltosi i progetti di innovazione tecnologica.
L’Associazione continuerà a profondere il proprio impegno affinché, anche nell’iper-ammortamento, le ESCo siano adeguatamente valorizzate e riconosciute.