Si è svolto lo scorso 6 marzo, nel contesto di KEY Energy — la fiera dedicata alla transizione energetica che si tiene ogni anno a Rimini — il convegno “PPP quale futuro?” organizzato da ASSISTAL. Al centro del dibattito, moderato dal giornalista Mauro Salerno del Sole 24 Ore, il ruolo del Partenariato Pubblico-Privato alla luce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea dello scorso febbraio. Sentenza che ha dichiarato incompatibile con il diritto europeo il diritto di prelazione del promotore nella finanza di progetto a iniziativa privata, aprendo una fase di ridefinizione delle regole del gioco.

Ad aprire i lavori è stato Roberto Rossi, Presidente di ASSISTAL, che ha sottolineato come il PPP sia uno strumento fondamentale per il settore. Dando infatti al promotore la possibilità di adeguare la propria offerta a quella dell’aggiudicatario e di conseguire l’affidamento, permette di compensare il rischio progettuale e finanziario assunto nella fase propositiva. “Per le 1.200 imprese che ASSISTAL rappresenta — con un fatturato aggregato di circa 60 miliardi di euro e oltre 120.000 dipendenti — il PPP non è un tema astratto: è la condizione che rende sostenibili investimenti complessi in efficienza energetica, facility management e gestione integrata degli impianti. L’eliminazione del diritto di prelazione dovrebbe essere sostituita con un sistema di premialità per il promotore” ha spiegato Rossi.

Ad approfondire invece la questione politica sono intervenuti l’on. Erica Mazzetti, che ha sottolineato l’importanza del tema soprattutto a fronte della necessità di affinare e consolidare il quadro normativo del Codice dei contratti pubblici. L’obiettivo è trasformare una fase di pressione regolatoria in un’opportunità di rafforzamento strutturale del PPP. “A questo scopo il Governo dovrebbe pubblicare una circolare dedicata” afferma la Mazzetti. Le fa seguito l’on. Massimo Milani, che ha ricordato come l’obiettivo adesso sia quello di valorizzarne il ruolo nelle politiche infrastrutturali, energetiche e industriali del Paese, consolidando un quadro normativo più stabile, attrattivo per gli investimenti e coerente con gli standard europei.

La prospettiva accademica e comparativa è affidata a Veronica Vecchi, Professor of Practice of Business Government Relations presso la SDA Bocconi School of Management, che è intervenuta a sottolineando la necessità di collocare il caso italiano in un quadro comparato, individuando soluzioni già sperimentate altrove che potrebbero essere adattate al nostro ordinamento. “Le soluzioni esistono, bisogna trovare i modi per applicarle” afferma Vecchi.

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