In data 4 maggio 2026, il decreto attuativo del nuovo iper-ammortamento 2026-2028 è stato firmato dal Ministro Urso e inviato alla Corte dei Conti. Sebbene si attenda il completamento dell’iter per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il testo contiene importanti chiarimenti operativi per le imprese che intendono investire in beni 4.0 e impianti FER.

Dal punto di vista di ASSISTAL, la misura presenta alcuni punti deboli, soprattutto a causa dell’assenza di un riconoscimento esplicito del ruolo delle ESCo e dei contratti di prestazione energetica (EPC). Infatti, l’iper-ammortamento premia le imprese che acquistano formalmente il bene, e non le aziende che lo forniscono. Le ESCo, che nella pratica installano e gestiscono impianti e tecnologie per conto delle imprese clienti, ne restano escluse — pur essendo loro a sostenere il rischio e l’onere finanziario dell’investimento.

Il modello di business delle ESCo si fonda sugli EPC: la società di servizi energetici investe in proprio, trasferisce i benefici al cliente e si ripaga nel tempo grazie ai risparmi generati. È uno schema pensato apposta per le imprese — spesso PMI — che non hanno la liquidità né la capienza fiscale per sostenere investimenti tecnologici in autonomia.
Ed è proprio qui che sta il paradosso. «L’iper-ammortamento, diversamente dal credito d’imposta di Transizione 5.0, non è alla portata di chiunque – afferma Roberto Rossi, presidente di ASSISTAL. Richiede utili di bilancio stabili e una base imponibile adeguata. Molte PMI manifatturiere italiane non hanno né l’uno né l’altra e rischiano di rimanere escluse».

Le ESCo, al contrario, potrebbero farsi carico degli investimenti, accedere direttamente all’agevolazione e trasferirne il beneficio al cliente finale sotto forma di condizioni contrattuali più vantaggiose. Escluderle significa tagliare fuori il principale canale attraverso cui la misura potrebbe raggiungere le imprese più piccole.
ASSISTAL chiede chiarimenti interpretativi, che riconoscano esplicitamente la possibilità per le ESCo di fruire dell’iper-ammortamento sugli investimenti realizzati nell’ambito di un EPC. In sostanza: chi investe deve poter beneficiare dell’agevolazione, indipendentemente dal fatto che il bene venga poi collocato presso un terzo.

Per questo l’Associazione è disponibile a partecipare a tavoli tecnici con i Ministeri competenti per contribuire alla redazione di linee guida che chiariscano il ruolo delle ESCo nell’ecosistema dell’iper-ammortamento.

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