Roma, 7 luglio 2026 – Regole chiare, e in fretta, o uno dei principali strumenti per costruire opere pubbliche in Italia rischia di incepparsi. È l’allarme lanciato oggi da ASSISTAL davanti alla Camera dei deputati, dove l’Associazione di Confindustria è stata ascoltata dalla Commissione VIII sulle risoluzioni Mazzetti (7-00375) e Bonelli (7-00390). L’Associazione riunisce circa 1.200 imprese di impiantistica, efficienza energetica e facility management, per 60 miliardi di fatturato e oltre 120.000 addetti.
A far scattare l’allarme è la sentenza del 5 febbraio con cui la Corte di giustizia UE (causa C-810/24) ha bocciato il diritto di prelazione del promotore: il meccanismo che permetteva a chi presentava per primo un’idea progettuale di “pareggiare” l’offerta migliore e aggiudicarsi comunque l’appalto. Un premio per ripagare chi si assumeva rischio e costi di ideare l’opera che, per i giudici di Lussemburgo, viola però la parità di trattamento e falsa la concorrenza.
Il problema è che la scure è arrivata a gare già partite: molte amministrazioni si ritrovano con procedure costruite attorno a una regola che, da un giorno all’altro, non si può più applicare o rischia di finire davanti al giudice. Il risultato, denuncia ASSISTAL, sono mesi di confusione e mercato paralizzato dall’incertezza.
Al posto del vecchio premio ASSISTAL ne propone uno nuovo e a prova di Bruxelles, sul modello spagnolo: un punteggio tecnico aggiuntivo del 5% per chi viene nominato promotore, più un rimborso più generoso delle spese in caso di mancata aggiudicazione.
«Le nostre aziende mettono in campo una capacità di investimento importante al fianco della pubblica amministrazione; chi si fa promotore assorbe un compito gravoso, tra studi di fattibilità, progettazione, know-how e costi che possono superano il milione di euro. Senza un aspetto premiale il rischio è che le imprese non abbiano più l’attrattiva a iniziare quel percorso: per questo guardiamo al modello spagnolo, che riconosce un 5% sul punteggio tecnico. Allo stesso tempo, ciò che è già stato bandito, firmato e contrattualizzato non va più toccato, sarebbe una gestione impossibile tra ricorsi e contro-ricorsi; sulle procedure ancora in fase transitoria serve invece un intervento del Governo che le accompagni fuori in modo ordinato», ha dichiarato in audizione il Presidente di ASSISTAL, Roberto Rossi.
Il messaggio di fondo è netto: la finanza di progetto non è un semplice strumento contrattuale, ma un’infrastruttura ordinaria delle politiche pubbliche. Solo con certezza normativa e un vero equilibrio tra concorrenza e innovazione, conclude ASSISTAL, il partenariato pubblico-privato potrà continuare a mobilitare investimenti e ammodernare le infrastrutture del Paese.